Brevettare: più facile a farsi che a dirsi!

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, recita un antico adagio … e di inventori a g g i u n g i a m o noi: basti pensare ad Archimede, Leonardo da Vinci, Meucci,  Fermi, Marconi, Riccardo Giacconi e tanti altri che nel corso della storia hanno volto l’attenzione del mondo intero sull’Italia e gli italiani per quelle doti di inventiva, originalità ed estro a noi proprie. Tuttavia nel XXI secolo, non è più sufficiente generare invenzioni, le nuove idee vanno costantemente ricercate, migliorate e, una volta individuate, tutelate. Il diritto offre uno strumento importantissimo per incentivare e proteggere le invenzioni per sempre ed in tutto il mondo: la proprietà intellettuale che si concretizza nel deposito di brevetti e marchi. Le statistiche più recenti dell’Ufficio
Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO, 2009) collocano l’Italia al 25° posto per numero di brevetti depositati in rapporto alla popolazione (146 brevetti per milione di abitanti contro 2.612 e 2.315 di Korea e Giappone). Una performance decisamente scarsa per una nazione che ha dato i natali a molti degli inventori più famosi al mondo …

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di Salvatore Patti – Pubblicato Filo Diretto N.ro 6 Dicembre 2012

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